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Lun05212012

Lettere in redazione: Boicottiamo il referendum

Una lettera pervenuta in redazione da un delegato dell'Italia dei Valori di Parma

di Massimo Pinardi

Aderisco al Comitato Promotore per l’Astensione in occasione del referendum del 21 e 22 giugno, promosso e presieduto dal sen.Stefano Passigli, ex DS ed ora nell’IdV. Del Comitato fanno parte Umberto Veronesi, Claudio Abbado, Enzo Cheli, Mario Pirani, Inghe Feltrinelli e molte altre personalità.
Se il referendum Segni-Guzzetta raggiungesse il quorum e i SI prevalessero, in Italia avremmo, di fatto, la situazione in cui un partito che raggiungesse la maggioranza relativa, si vedrebbe attribuito il 55% dei seggi parlamentari. Un vero e proprio stravolgimento delle regole democratiche. Berlusconi, con il PdL, forte del risultato che potrebbe ottenere alle prossime elezioni europee, potrebbe essere indotto, dopo aver dichiarato di votare per il “SI”, a sciogliere le Camere per andare ad elezioni anticipate e, con il consenso di cui oggi gode, avere il totale controllo politico (55% dei parlamentari) e istituzionale (tutte le cariche istituzionali dal Capo dello Stato, alla Corte Costituzionale, alle autorità indipendenti) del Paese.
In accordo con la Lega, potendo raggiungere il quorum dei due terzi dei parlamentari, potrebbe modificare la Costituzione, senza l’obbligo del referendum confermativo.


In considerazione delle recenti dichiarazioni rilasciate del Presidente del Consiglio Berlusconi sul ruolo del Parlamento, ritenuto addirittura inutile, e pesantemente stigmatizzate dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal Presidente della Camera Gianfranco Fini, l’impegno per far mancare il quorum al Referendum, e quindi farlo fallire, deve essere moltiplicato da parte di coloro i quali credono in un sistema democratico nel quale vengano salvaguardati gli equilibri tra i poteri che sono il cardine del costituzionalismo liberal-democratico.
Ci sono anche ragioni politiche che giustificano questa battaglia perché, con l’affermazione dei “SI”, si produrrebbe un sistema bipartitico che farebbe venir meno il ruolo di un polo di centro, portando ad una radicalizzazione dello scontro tra destra e sinistra dove, la sinistra, è da sempre soccombente.
In Parlamento ci sono i numeri sufficienti per modificare la legge elettorale vigente, il cosiddetto “Porcellum”, in senso proporzionale con soglia di sbarramento per evitare l’eccessiva frammentazione (modello tedesco) e per reintrodurre la libertà dei cittadini di scegliere i parlamentari con le preferenze.
Far fallire il Refendum del 21 e 22 giugno è fondamentale per impedire lo stravolgimento degli equilibri costituzionali e delle regole democratiche, tenacemente ricercate e volute dai nostri padri costituenti.

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