1 Settembre 2010 - "E' sconcertante, come primo cittadino la vivo come una autentica profanazione di un luogo sacro. Questo è lo stato dei luoghi della Chiesa: solo due sedioline hanno lasciato". Così si esprime il sindaco Salvatore Perrotta, senza nascondere il profondo disappunto per quanto accaduto oggi pomeriggio presso il Palazzo dell'Annunziata dove era in programma il passaggio di consegne tra Istituto Santa Maria delle Grazie e Comune di Marano. Dopo la decisione di chiudere l'istituto salesiano, infatti, le suore di Santa Maria Ausiliatrice hanno provveduto alla rimozione di tutti i materiali e le suppellettili. Ma la cosa che ha lasciato di stucco anche il decano di Marano, don Giovanni Liccardo, è stata la decisione di asportare anche arredi e paramenti dalla chiesa dell'Annunziata, lasciando completamente spoglio il luogo sacro e facendo gridare allo scandalo il primo cittadino. La consegna delle chiavi, che le suore avrebbero dovuto formalizzare al sindaco Perrotta ed al dirigente del Patrimonio, Bruno Gagliardi, slitta così ai prossimi giorni, dopo un'accurata inventariazione dei materiali residui lasciati all'interno della struttura.
"Ci siamo rifiutati di prendere in consegna la struttura - aggiunge il dirigente Gagliardi - perché di fatto volevano lasciarci soltanto qualche vecchio mobile inutilizzabile che avremmo in sostanza dovuto smaltire a nostre spese. Pertanto, abbiamo rinviato la presa in consegna dello stabile e fino a quando non lo avranno liberato completamente avranno la responsabilità della custodia e della guardiania". Sorpresa e disorientamento è stata manifestata anche dai sacerdoti invitati alla cerimonia, don Giovanni Liccardo e il parroco dell'Annunziata, don Francesco Cerqua: "Di solito non si fa così - spiega angosciato don Liccardo - anche di recente a Villaricca c'era stato un avvicendamento, ma quanto accaduto è al di fuori dello stile non solo per il buon senso ma anche dal punto di vista ecclesiastico". Di fatto, per poter celebrare messa all'interno della chiesa si dovranno recuperare panche e scranni, arredi sacri e persino i paramenti. "Quando ho visto i segni sui muri da cui erano state strappate le effigie della via crucis - conclude il sindaco che ha abbandonato polemicamente l'incontro - mi sono sentito violentato. Scriverò al cardinale Sepe per esprimergli il profondo dolore che ho vissuto".
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