4 Febbraio 2012 - E' stato consegnato ieri a Milano, nel corso di un incontro svoltosi nella sede di UniCredit, l’assegno da 80 mila euro destinato a finanziare un progetto che prevede l’utilizzo di un bene confiscato alle mafie. L’iniziativa è stata voluta e sostenuta da UniCredit Leasing, che ha anche chiamato i propri dipendenti a votare il progetto ritenuto migliore tra i selezionati in collaborazione con Libera e UniCredit Foundation, che è il centro di competenza del gruppo UniCredit sui temi della filantropia e del terzo settore.
Il progetto “Vestiamo la libertà”, ideato in Campania dall’Associazione di volontariato Jerry Essan Masslo in collaborazione con la Cooperativa sociale Altri Orizzonti, è risultato il più votato dai dipendenti di UniCredit Leasing ed è stato quindi destinatario di un contributo di 80 mila euro.
Nel corso della premiazione, Ivan Lo Bello, Presidente di UniCredit Leasing, ha detto: “UniCredit sostiene lo sviluppo dell’impresa sociale in quanto strumento di coesione delle comunità e di rafforzamento della legalità. La lotta alla criminalità organizzata, infatti, non è solo compito degli organi di polizia e della magistratura. Senza creare solidi argini, in primo luogo culturali, tra i cittadini, non riusciremo mai a sconfiggere definitivamente le mafie che minacciano la crescita civile ed economica della nostra società. La crescita della consapevolezza che le mafie si possono sconfiggere ha però bisogno di esempi concreti, che vanno incoraggiati e sostenuti. E’ questo il senso dell’iniziativa che oggi presentiamo, che fa parte dell’impegno più complessivo del Gruppo e si avvale delle competenze e le buone pratiche di UniCredit Foundation”
Don Luigi Ciotti, Presidente di LIBERA, in un messaggio inviato ha sostenuto: “Fondamentale quello che oggi si fa qui e si fa ogni giorno altrove: lavorare insieme per restituire all'uso sociale, alla collettività, alla gente quello che è stato tolto con sopruso, la violenza e l’arroganza. I beni confiscati e restituiti alla collettività saldano l'etica e l'estetica, il giusto e il gusto. Usare queste proprietà frutto di violenza è il più grande schiaffo alle mafia, ma bisogna confiscarli proprio tutti questi beni e restituirli proprio tutti. Oggi la più grande umiliazione della persona umana è la privazione della libertà, il nostro compito è impegnare la nostra libertà per liberare chi libero non è”.
Il progetto “Vestiamo la libertà” prevede che, dopo la ristrutturazione dei locali che ospitano il laboratorio a Castel Volturno, saranno acquistati ulteriori macchinari industriali, verrà disegnata la linea di abbigliamento e si procederà alle selezione delle beneficiarie con precedenti di sfruttamento sessuale già inserite in percorsi di recupero. Le donne impegnate nei lavori di produzione potranno frequentare un corso di lingua italiana e una specifica formazione sull’utilizzo dei macchinari per la lavorazione sartoriale. Verranno affrontate anche tematiche quali la gestione d’impresa e l’economia sociale. Successivamente si provvederà alla promozione dei prodotti attraverso eventi e sfilate; il progetto si propone inoltre di sviluppare una rete commerciale con il Burkina Faso (a partire dall’acquisto dei tessuti), nazione con cui esiste già un rapporto di collaborazione.
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