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Lun05212012

Gli eroi dell'era del Web: quelli che lottano per la libertà d'informazione

L'epoca digitale, il mondo del web e le tecnologie avanzate, fanno si che chiunque possa mettersi in rete e trasformare i propri pensieri, le proprie preoccupazioni ed i propri punti di vista in un messaggio pubblico condivisibile o meno da tutti.
Solo prendendo a riferimento una zona come la Campania (e nello specifico Napoli, Caserta e Salerno), abbiamo trovato una serie di figure che quotidianamente con e-mail, articoli di stampa locale, post di Facebook e Twitter, si rendono parte attiva di comunità e soprattutto "punti di meditazione" per le scelte politiche. In pratica risultano essere voci di sottofondo per chi detiene il potere e per chi vorrebbe un punto di riferimento per dire la sua.
Sono quel qualcosa in più, che va oltre la semplice testata on line, un blog, un profilo con molti amici, ma "qualcosa fatto da qualcuno" che cerca di vivere e promuovere la giustizia...mascherato...proprio come i paladini dei fumetti e dei cartoon.

 


Tutti ricordano sicuramente Zorro, Batman, l'Uomo Ragno o Paperinik, misteriosi personaggi creati dalla fantasia di una penna. I soggetti di cui parliamo noi, sono invece persone reali, in carne ed ossa, che come gli eroi della TV, cercano nel proprio piccolo di essere presenti sul territorio e lanciare il proprio grido di protesta. Questi ultimi si chiamano LunaRossa, Sceriffo Nuovo, Stazione Rossa, Fusti Gatore, Divulgatore, Trasgressore e tanti altri nomi ancora. Noi abbiamo deciso di esplorare il loro mondo e capire da quale motivazione sono mossi per questa "missione".

La risposta e la disponibilità di quasi tutti è stata gentile ed immediata, come segno di una vera voglia di essere presenti sul territorio...Qualcun altro ha preferito lasciar cadere le propria immagine nell'oblio, forse non proprio sicuro ancora della propria missione.
Ecco di seguito alcune delle brevi interviste agli eroi mascherati:

Sceriffo Nuovo (Caivano)

D. La tua iniziativa, non nasce quasi mai per altruismo, ma spesso per chiedere giustizia per i torti subiti o per dare voce alle sofferenze. A che lettore ti rivolgi principalmente?
R. Mi rivolgo principalmente alla povera gente, quella che viene maltrattata, ed è resa invisibile e messa fuori dal palazzo del potere.
D. Denunciare qualcosa che non va in forma anonima è un mezzo per essere tutelati dalla querela o un mezzo per fare sberleffo di chi si crede troppo importante?
R. Sicuramente uno sberleffo dei potenti...quelli con la p minuscola.
D. Molti individui che "lottano per il bene" scrivendo, hanno come idolo Roberto Saviano. Tu hai una persona di riferimento?
R. Sicuramente Roberto Saviano
D. Oltre a denunciare credi che un giorno di attiverai (tipo un'associazione) per risolvere i problemi del tuo territorio?
R. certo che si


Stazione Rossa (Caivano)

D. La tua iniziativa, non nasce quasi mai per altruismo, ma spesso per chiedere giustizia per i torti subiti o per dare voce alle sofferenze. A che lettore ti rivolgi principalmente?
R. Oggi, nel senso di “in questo preciso periodo storico e politico” italiano, (ma forse nessun Paese ne è totalmente immune) certi media, appartenenti a potenti con interessi in ogni attività immaginabile, hanno conquistato un enorme potere e una grande capacità di “influenzare” il “cliente finale” della notizia data.
I “potenti”, infatti, si servono di tutti i mezzi mediatici che hanno a disposizione per dire le “loro” verità ed assicurandosi, sempre secondo un mio personalissimo parere, il potere per il potere.
La mia iniziativa nasce inizialmente per cercare di contrastare, nel mio piccolo, questo modo di fare informazione, per cercare di contrastare chiunque dà (secondo il MIO modo di vedere) notizie false per compiacere i vari padroni.
Come? cercando di diffondere notizie non date dalla maggior parte dei media asservita.
In seguito ho posto attenzione al modo di fare politica nel paese in cui vivo: Caivano.
Ho notato su Facebook la presenza di qualche giornalista non proprio indipendente e di moltissimi account con falsi nomi che, con la scusa di diffondere notizie poco note ai più, divulgano notizie false sapendo benissimo che sono false.
Credo che dietro molti di quei nomi si celino vecchi e noti personaggi che "lavorano" per la cultura del sospetto, per condizionare l’elettore caivanese contro questo o quel politico.
Alla vera e sana Politica si preferisce che si faccia nulla per costruire, si vuole il tanto peggio, tanto meglio Si VUOLE AFFONDARE CAIVANO DEFINITIVAMENTE, per cui, sempre nel mio piccolo cerco di contrastare questo loro modo di fare.
Quindi è un’iniziativa, perché no?, anche un po’ altruista (a mio avviso) e vorrebbe rivolgersi ai lettori che IO ritengo influenzati da stampa “indegna” perché “parziale e faziosa.
D. Denunciare qualcosa che non va in forma anonima è un mezzo per essere tutelati dalla querela o un mezzo per fare sberleffo di chi si crede troppo importante?
R. Credo che chi si pone in contrasto con potenti finisce sempre per avere la peggio, seppure stando nel giusto.
Il nostro Paese, purtroppo, non ha la cultura della legalità. Vince sempre il più furbo. Ha a capo del Governo un tizio con un curriculum giudiziario da fare invidia ai peggiori delinquenti.
L'inventario annoia ma qualcosa ci racconta. Ci spiega che senza amnistie, riforme del codice, della procedura e interventi legislativi vari, Berlusconi sarebbe considerato un "delinquente abituale".
Mi creda vorrei tanto poter lottare “a viso aperto” contro quelle che ritengo ingiustizie e prevaricazioni di furbi e disonesti contro persone perbene, ma non ce la faccio.
Ho paura, sarò vigliacco, forse, ma solo perché, mi creda, ritengo questo Paese, soprattutto in questo momento politico e con questo Governo, INCAPACE di impedire ai vari potenti di fare i loro porci comodi, di impedire una stravolta informazione. Non scrivo in forma anonima per essere tutelato da querele.
Non temo querele perché credo di esprimermi sempre in modo in un certo senso “rispettoso” evitando gratuite offese e inutili volgarità (anche perché credo di poter essere “oscurato” o denunciato pur essendo anonimo). Temo ben altro! Purtroppo! Temo vendette di potentati, signorotti e lacchè sotto forma anche di attacchi fisici verso la mia persona o dei miei cari.
IO cerco solo di diffondere quella che secondo me è una verità volutamente nascosta per compiacere i potenti e far si che conquistino sempre più potere per il potere.
D. Molti individui che "lottano per il bene" scrivendo, hanno come idolo Roberto Saviano. Tu hai una persona di riferimento?
R. Saviano è certamente uomo coraggioso ma non è il mio idolo.
Se io voglio denunciare la mafia, la camorra e qualsiasi altra forma di prevaricazione di qualunque uomo su uomo (seppure indiscutibilmente ammirevole) non faccio un contratto con una casa editrice di uno dei maggiori signorotti del sistema per fare soldi. Certo sono d’accordo con Borsellino quando diceva “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene” ma non credo che al grande magistrato avrebbe fatto piacere che si parlasse di mafia “dietro compenso”.
D. Oltre a denunciare credi che un giorno di attiverai (tipo un'associazione) per risolvere i problemi del tuo territorio?
R. Ho portato avanti, nella mia vita, numerose iniziative, con obiettivi socioculturali a mio avviso degni di attenzione. Ho rinunciato!


Fusti Gatore (Caivano)

D. La tua iniziativa, non nasce quasi mai per altruismo, ma spesso per chiedere giustizia per i torti subiti o per dare voce alle sofferenze. A che lettore ti rivolgi principalmente?
R. A tutti, spero che tutti i lettori prendano coscienza dei problemi sociali che esistono
D. Denunciare qualcosa che non va in forma anonima è un mezzo per essere tutelati dalla querela o un mezzo per fare sberleffo di chi si crede troppo importante?
R. Non è problema di querela, ma nel nostro territorio, Lei sa, la vita è difficile e se tutti insieme si combatte la criminalità, il malcostume, allora si è immune da reazioni più violente
D. Molti individui che "lottano per il bene" scrivendo, hanno come idolo Roberto Saviano. Tu hai una persona di riferimento?
R. Ammiro e apprezzo lo scrittore Stop.
D. Oltre a denunciare credi che un giorno di attiverai (tipo un'associazione) per risolvere i problemi del tuo territorio?
R. Sarei felice di partecipare ad Associazioni per i problemi del territorio

Chiscende Chisale (Caivano)

D. La tua iniziativa, non nasce quasi mai per altruismo, ma spesso per chiedere giustizia per i torti subiti o per dare voce alle sofferenze. A che lettore ti rivolgi principalmente?
R. Vorrei dare voce a chi non ha voce. c'e' molta gente perbene che la mattina si alza e si comporta da veri eroi, altri invece si alzano per ingannare il prossimo.

D. Denunciare qualcosa che non va in forma anonima è un mezzo per essere tutelati dalla querela o un mezzo per fare sberleffo di chi si crede troppo importante?
R. E' un m ezzo per tuttelarsi è difficile denunciare nelle nostre terre.
D. Molti individui che "lottano per il bene" scrivendo, hanno come idolo Roberto Saviano. Tu hai una persona di riferimento?
R. Roberto e' un simbolo. Il faro illuminante.
D. Oltre a denunciare credi che un giorno di attiverai (tipo un'associazione) per risolvere i problemi del tuo territorio?
R. certo sono già impegnata in associazionismo per il mio territorio.


Luna Rossa (Napoli) - a cura di Giovanni Farzati

Luna Rossa ormai è andato quasi dimenticato come nome, quando è uscito fuori che sono una giornalista e che mi chiamo Roberta Lemma. Fatto sta che ci teniamo a parlare un po' di Lei.
Trentatrè gradi all'ombra o un freddo cane, fa lo stesso, Roberta Lemma di Napoli, nota sul web come Luna Rossa, vegetariana ("amo i pomodori maturi"), se deve scendere in piazza per una protesta plateale non ci pensa su due volte, la gente la segue, "liberateci da Roberta Lemma", qualcuno riesce pure a dire...proprio perchè non tutti le vogliono bene, Roberta agita parecchio Napoli, è un vulcano, ("Vesuvio o Etna? fate voi!") capace di trascinare la gente in Piazza per lottare per i diritti dei cittadini, contro le prepotenze del potere, ed ha cominciato proprio nell'anonimato. Non si risparmia nelle sue lotte, battaglie sincere, fatte con la voglia di mettere la propria energia al servizio di tutti, a prescindere da schieramenti politici o appartenenza razziale o religiosa, per la pacifica convivenza di tutti.
La vita non è semplice per Roberta, nata a Roma, ma che vive a Napoli ed è sempre stata in prima linea per i problemi di questa meravigliosa città offrendo valide e realistiche strategie contro la camorra, ("chiamatemi, ci penso io").

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