Si parla sempre più spesso di un caso a Napoli che porta nello sconforto tutti i cultori e gli ammiratori delle bellezze artistiche partenopee odierne e passate. La chiusura di determinati tratti storici della città è l'argomento che vorrei trattare oggi. Quello che vede un confronto continuo tra politici, cittadini e personalità illustri della cultura napoletana. Parliamo del vociferare di una necessità di chiusura recente del monumento storico di "Napoli Sotterranea".
Le voci di corridoio, vogliono una prossima chiusura temporanea di questo "monumento" della nostra città, perchè diventato luogo di incontro tra spacciatori e tossicomani che hanno un posto sicuro dove poter fare i propri loschi affari. Il monumento, ad oggi, già non gode dell'apertura quotidiana, ma solo della possibilità di visita legata ad un appuntamento in giorni ed orari fissi.
E' qualcosa di insopportabile da accettare.
Napoli sotterranea è qualcosa che "vive" oltre 40 metri di profondità sotto il centro storico di Napoli. Un nuovo mondo che potrebbe avere lo stesso interesse storico di una sorta di Atlantide inesplorata. Parliamo di una realtà di oltre 2.500 anni che è un primo segno dei nostri antenati, un primo segno della Neapolis nascente, un primo segno della nostra cultura, il tutto rinchiuso nel Teatro Romano (scoperta abbastanza recente) che si trova al centro della Napoli sotterranea.
E' qualcosa di insopportabile da accettare.
Napoli sotterranea è qualcosa che "vive" oltre 40 metri di profondità sotto il centro storico di Napoli. Un nuovo mondo che potrebbe avere lo stesso interesse storico di una sorta di Atlantide inesplorata. Parliamo di una realtà di oltre 2.500 anni che è un primo segno dei nostri antenati, un primo segno della Neapolis nascente, un primo segno della nostra cultura, il tutto rinchiuso nel Teatro Romano (scoperta abbastanza recente) che si trova al centro della Napoli sotterranea.
La causa della probabile chiusura, sarebbe quindi da andare a ricercare nel malfrequentato dell'ingresso posto in Vico Cinquesanti, attraverso una porticina che da l'impressione di un bassofondo caratteristico.
Eppure sembra che la cittadinanza si stia sempre più avvicinando a questa opera che rinviene al suo interno manufatti che parlano quasi di preistoria.
Questo monumento che ha visto periodi di luce e buio, come l'interesse crescente allo stesso subito con la riscoperta (a causa di necessità) dopo la Seconda Guerra Mondiale, e periodi di abbandono per un monumento che nulla ha da invidiare a quelli che sono alla luce del sole.
La possibilità di fare qualcosa per questo "scorcio di Napoli" che non deve morire nelle viscere del traffico è tanta, la redazione tutta, ed io in prima persona aspettiamo quindi un qualsiasi cenno, anche da parte del Dottore Speleologo Enzo Albertini, in qualità di Presidente dell'Associazione per Napoli Sotterranea, per agire insieme e portare di nuovo allo splendore quest'opera d'arte che i nostri avi (potremmo dire preistorici) hanno realizzato per noi, e che i nostri figli devono poter visitare per conoscere la propria cultura.
Eppure sembra che la cittadinanza si stia sempre più avvicinando a questa opera che rinviene al suo interno manufatti che parlano quasi di preistoria.
Questo monumento che ha visto periodi di luce e buio, come l'interesse crescente allo stesso subito con la riscoperta (a causa di necessità) dopo la Seconda Guerra Mondiale, e periodi di abbandono per un monumento che nulla ha da invidiare a quelli che sono alla luce del sole.
La possibilità di fare qualcosa per questo "scorcio di Napoli" che non deve morire nelle viscere del traffico è tanta, la redazione tutta, ed io in prima persona aspettiamo quindi un qualsiasi cenno, anche da parte del Dottore Speleologo Enzo Albertini, in qualità di Presidente dell'Associazione per Napoli Sotterranea, per agire insieme e portare di nuovo allo splendore quest'opera d'arte che i nostri avi (potremmo dire preistorici) hanno realizzato per noi, e che i nostri figli devono poter visitare per conoscere la propria cultura.
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