Regia: Phyllida Lloyd
Cast: Meryl Streep, Jim Broadbent, Olivia Colman, Roger Allam, Susan Brown.
Genere: Biografico
Due nomination agli Oscar e una ai Golden Globe, Meryl Streep accresce il suo bottino cinematografico con “The Iron Lady”. Per una “donna di ferro”, si è scelta un’attrice di ferro. Il biopic della regista inglese Phyllida Lloyd divide il pubblico e la critica. C’è Valerio Caprara che addirittura definisce la sua interpretazione della Tatcher come una macchietta. Ma veniamo alla trama.
Siamo in Inghilterra. Dal 1979 al 1990, Margaret Tatcher è primo Ministro del Regno Unito. Leader del partito conservatore inglese, laureatasi in Chimica e poi in Legge, aveva sempre avuto la passione per la politica. In campo nazionale ed internazionale stiamo parlando di una donna che non ha preso delle decisioni amate dalla maggior parte del mondo. Ma ciò che sottolinea la pellicola è la forza, ma allo stesso tempo la fragilità di una donna che, pur avendo in mano il potere, è ridotta all’impotenza della demenza senile. È così che il film sembra uno stratagemma per rendere “amabile” un personaggio così complicato come quello della Tatcher. Inutile ripetere tutte le sue controverse scelte politiche, compreso l’attacco alle Folkland. E quindi, nel film, il presente si mescola al passato, raccontando tutto dal punto di vista della donna, con le sue scelte, ma anche e soprattutto con le sue fragilità. Di rilievo è l’interpretazione di Jim Broadbent che non sfigura affatto accanto all’inossidabile Meryl Streep. Certo è che tutti si aspettavano qualcosa in più da questo film, compresa me.
Voto: 5 e mezzo
Citazione: Ogni vita deve lasciare un segno
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